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Lapedona

Territorio
E' situata in collina, a 5 minuti dal mare, nella splendida cornice del paesaggio della campagna marchigiana. Gran parte degli abitanti risiede in campagna. Il centro storico conserva la sua struttura originaria di castello medioevale, cinto da mura e con due porte d'accesso: Porta da Sole e Porta Marina, quest'ultima ornata di merli "a coda di rondine" ed attualmente la sola carrabile

Cenni storici
Venne probabilmente fondata dai Liburni o dai Siculi che avevano edificato la vicina Torre di Palme. Successivamente, nel 485 a.C. circa,  è una delle tante colonie romane del piceno e, avendo fatto parte della centuriazione dell'agro fermano, vi venivano coltivati i tanto decantati prodotti agricoli piceni, come le olive, le pere e le mele. Molti sono i resti di ville rustiche e sepolcri che si incontrano lungo la campagna: pezzi di colonne e materiali architettonici sono visibili nei pressi della chiesa della Madonna Bruna. Sugli insediamenti di epoca romana ed altomedievale sono nate le contrade in cui ancora oggi è suddiviso il territorio, queste prendono il nome dalle chiese o dagli antichi proprietari dei fondi: nei primi documenti dell'XI secolo si nominano i castelli di S. Martino e Saltareccio. Il centro urbano probabilmente si costituì o ricostituì intorno al 1000, quando i Benedettini di Farfa e di Fonte Avellana edificarono chiese e piccoli monasteri nei luoghi circostanti occupati dai boschi, iniziando la bonifica delle terre. Con la ripresa dell'agricoltura, il borgo si popolò di enfiteuti, livellari, piccoli proprietari, contadini ed artigiani. Fu fortificato con mura e porte ma forse non godè mai di piena autonomia, risultando, già dai più antichi documenti, "castello " di Fermo.La sottomissione totale a Fermo avviene nel 1405 quando, priva di un suo podestà, è rappresentata da un balivo presso la curia del podestà di Fermo. La fortificazione delle mura cittadine risale al 1451. pochi anni prima Francesco Sforza l'aveva scelta, assieme ad Altidona, come base per azioni belliche. Nel 1538 Lapedona entra a far parte dello Stato Pontificio; nel 1790 viene saccheggiata dalle truppe francesi vincitrici su quelle napoletane dopo la battaglia di Torre di Palme. Nel 1860, tolta dalle Delegazione provinciale di Fermo viene aggregata alla provincia di Ascoli Piceno.

Da visitare
L'ingresso al castello avviene attraverso le due porte: Porta Marina, a sud-est, con arco gotico e merlature ghibelline aggiunte recentemente e Porta del Sole, a sud, che immette nella principale Piazza Leopardi. Salotto naturale, sul quale si affaccia a sud il Palazzo del Comune con loggiato ultimato nell’anno 1589,  a nord la facciata con timpano rialzato e portale lavorato in pietra della Chiesa di San Nicolò con al centro una  bella fontana costruita nel 1900, all'inaugurazione dell'acquedotto, che portò l'acqua nelle abitazioni del paese. La sistemazione della Piazza risale al XVI secolo, epoca del Palazzo Comunale, il cui loggiato è costituito da due archi di eguale misura e da un terzo con una luce più ampia, sotto al quale è stato collocato il cippo funerario romano di "Tito Accavo Filadelfo", un liberto dell'imperatore Tito. La Chiesadi S. Giacomo e S. Quirico è stata rifatta nel XIX secolo ma al suo interno è possibile ammirare una scultura in legno policromo di S. Quirico, proveniente dall'omonima chiesa fuori le mura, due tavolette dipinte raffiguranti S. Rocco e S. Sebastiano, protettori contro la peste, attribuite ad Alamanno, e un polittico con la Madonnae il bambino, S. Giacomo Maggiore e S. Giovanni Battista sempre del Quattrocento. La chiesa di S. Lorenzo, nell'impianto attuale del XVIII secolo, contiene un organo del Callido (1784), un Crocifisso ligneo del XVI secolo e un altare cinquecentesco. .    All'interno delle mura si trova inoltre la Scuola Elementare, costruita nella prima metà del novecento sui resti del Convento di frati di Fonte Avellana. Poco lontano la casa natale di Temistocle Calzecchi Onesti (1853-1922), inventore di uno strumento rilevatore delle onde elettromagnetiche il "coherer", utilizzato da Guglielmo Marconi nei suoi esperimenti per il telegrafo senza fili. Chiesa di San Nicolò: di origine trecentesca ma ricostruita nel XVI secolo e con la facciata rifatta nel 1728. Sopra l'altare principale la tela di Simone De Magistris, uno dei pittori più importanti del manierismo marchigiano, firmata e datata 1596: Madonna con bambino, S. Michele, S. Francesco e S. Quirico, il santo bambino vissuto nel III secolo d.C. a cui vengono attribuiti discorsi e miracoli, ucciso all'età di tre anni e divenuto patrono della città. Degna di nota anche una "Madonna del Rosario" del 1682, attribuita recentemente a Giuseppe Grezzi, ma forse di un suo seguace, ed il bel soffitto ligneo dipinto, risalente al 1764, decorato a tempera con ornamento barocco, riferibile all’arte del pittore fermano Filippo Ricci. Sopra l’ingresso resta una tribuna con cantoria  ed organo di scuola callidiana,  oggetto di recente restauro. Le chiese più antiche, risalenti al XII secolo, sono tutte fuori le mura: S. Pietro,  chiesa della Madonna Manù, la chiesa de Ss. Quirico e Giulitta

Popolazione:  1176 abitanti
Altidudine: 264 mt s.l.m.

INFO: www.comunedilapedona.it
lapedona@ucvaldaso.it  

Uff.Info 0734 936321



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